CELLULITE
MALATTIA COMPLESSA CON QUALCHE SOLUZIONE
Il
tessuto adiposo è formato da cellule globose, unite tra loro
da piccoli spazi in cui corrono i capillari, cioè sottili vasi
sanguigni, avvolti da sostanza fondamentale amorfa e fibre collagene,
in modo tale che l’insieme crea una struttura a favo d’api.
Nella
malattia cellulitica si verifica un’alterazione degli scambi nutritizi
con accumulo di sostanze permeabilizzanti e imbibizione del tessuto
interstiziale, cioè quello che sta in mezzo alle cellule.
Questo
fenomeno impedisce la diffusione dell’ossigeno che serve alla
vita delle cellule, si instaurano così delle modificazioni che
agiscono da spina irritativa per il connettivo.
A
sua volta, questo tessuto reagisce con modificazioni ed ispessimenti
delle fibre connettivali, che si organizzano in forma concentrica e
coinvolgono anche le cellule adipose, la cui membrana alterata riversa
gli acidi grassi contenuti all’interno, nello spazio intercellulare.
A
poco a poco si formano dapprima i “micronoduli” e poi, per
confluenza, “i macronoduli cellulitici”.
Erroneamente
si parla di cellulite , più correttamente di “ malattia
cellulitica” o di pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS),cioè
di un’entità che si manifesta in soggetti geneticamente
predisposti con il concorso di cause favorenti lo sviluppo.
Tenendo
presente che spesso di madre in figlia, di nonna in nipote si ripetono
esattamente le fattezze fisiche, in particolare la forma di una gamba,
e che, la cellulite è un carattere secondario femminile, cause
di tipo ormonale, iatrogeno (cure particolari), alimentare con sovrappeso,
ambientale, o da difetto posturale possono causare dei veri e propri
disastri nell’ estetica di una figura.
Considerando
la cellulite una vera e propria malattia con elemento predisponente
il rallentamento del flusso microcircolatorio e la conseguente stasi
venosa e gonfiore agli arti inferiori, si dovrebbe tentare una cura.
In
realtà rimane ancora a livello medico , diciamo, il vero tallone
di Achille di dermatologi, angiologi, internisti, endocrinologi e qualunque
specialista si interessi del problema.
Una
volta evase le comuni regole del buon comportamento dalla dieta correta,
all’attività fisica ormai personalizzata, all’apporto
idrico, all’uso di integratori: flebotonici, antiossidanti o stimolanti
il metabolismo, il problema rimane come infermità di base.
A
mio parere solo gli accumuli cellulitici, sottoforma di cuscinetti localizzati
possono beneficiare dell’unico trattamento in grado di eliminare
quella determinata quantità di grasso lì depositata e
cioè la liposcultura.
Bisogna
chiarire che i termini liposcultura, liposuzione, lipoaspirazione, microlipo-aspirazione,
liposcultura superficiale e profonda, liposcultura ultrasonica, o liposcultura
pneumatica sono tutti sinonimi, la finalità è la stessa,
cioè eliminare chirurgicamente ben definite localizzazioni di
grasso, cambia solo la metodica operatoria.
Questa
tecnica comunque non è terapeutica, non corregge la cute a buccia
d’arancia, gli infossamenti , le irregolarità cutanee,
il prolasso cutaneo e non è un metodo per il trattamento dell’obesità
o del soprappeso generalizzato.
Per
le donne le sedi anatomiche da aspirare sono : fianchi, regioni trocanteriche,
regione mediale delle ginocchia, addome, nelle restanti zone la liposcultura
si può praticare ma con risultati meno brillanti. Per gli uomini
invece le zone più colpite sono i fianchi, le cosiddette”
maniglie dell’ amore”, e l’addome. L’età
ideale è tra i 18 e i 45 anni, comunque i pazienti più
idonei sono
quelli con una buona tonicità della cute , ciò non esclude
che un paziente cinquantenne o più possa sottoporsi all’
intervento.
Secondo
gli studiosi, gli adipociti dopo la pubertà non si replicano,
per cui la liposuzione ha il grosso vantaggio di portare un rimodellamento
definitivo dell’area trattata poiché, una volta aspirate
le cellule adipose, lì non si riformano più.
Tutto
questo si mantiene ed anzi migliora solo controllando il peso ideale
e facendo del movimento regolarmente.
L’intervento
può essere praticato in anestesia locale, in locale con sedazione,
o in anestesia generale, lascia minimi esiti cicatriziali, che nel giro
di qualche tempo diventano quasi invisibili .
La
tecnica consiste nell’introdurre delle cannule di piccolo calibro
e aspirare la quantità di grasso relativa alla zona.
La
liposuzione è in grado di offrire risultati particolarmente rapidi
e mirati, le ecchimosi si riassorbono in media nel giro di 2 o 3 settimane
e il paziente può già apprezzare la differenza di volume
della zona trattata, anche se il tessuto subisce rimaneggiamenti fino
a sei mesi dopo.
Alla
fine dell’intervento si esegue un bendaggio e si fa portare una
guaina in materiale speciale per due o tre settimane.
Nei
soggetti ideali come le pazienti con cute tonica, i risultati sono molto
validi, per gli altri casi i risultati clinici sono meno brillanti,
ma possono essere soddisfacenti purchè il paziente sia cosciente
dei propri limiti .
La
lipoaspirazione è quindi una tecnica che può risolvere
inestetismi cellulitici di difficile soluzione con altre tecniche, purchè
vengano fatto uno screening molto serio dei pazienti da sottoporre a
tale intervento chirurgico.
CASO n° 1
Liposcultura della regione trocanterica in paziente di 40
anni.
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prima |
dopo |
CASO n° 2
Liposcultura della regione trocanterica e dei fianchi in paziente
di 35 anni.
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prima |
dopo |
CASO n° 3
Liposcultura trocanterica (cosidetto accumulo di adipe a pantaloni
da cavallerizza) in ragazza di 30 anni. Prima dell'intervento
e dopo tre mesi.
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prima dell'intervento |
dopo tre mesi |
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